Applicazioni Distribuite: facciamo un passo indietro
Applicazioni Distribuite: facciamo un passo indietroSpeaker:

Gabriele Santomaggio
Developer @ RabbitMQ team
Speaker:

Amedeo Palopoli
Cloud Solution Architect @ Aruba Cloud
Tematiche:
L’Infrastructure as Code ha risolto il problema della riproducibilità, ma ha lasciato agli utenti il compito di comporre risorse a basso livello — VM, reti, IAM — invece di dichiarare semplicemente il risultato desiderato. Gli Internal Developer Platform di oggi, anche quelli basati su GitOps, migliorano l’esperienza ma restano spesso cataloghi di template parametrizzati: l’utente sceglie tra opzioni predefinite, e il legame tra ciò che chiede e come viene implementato resta stretto.
Questo talk propone un passo ulteriore, ispirato a Kubernetes: piattaforme che espongono vere API spec-driven, dove l’utente dichiara un outcome — un cluster, un ambiente applicativo, un database — senza conoscere né vincolare l’implementazione sottostante. Il contratto è l’outcome, non il template. La piattaforma è libera di cambiare motore di provisioning, pattern interno o backend cloud, mantenendo la spec stabile nel tempo.
Terraform, Helm e le API cloud non spariscono: diventano motori di esecuzione dietro un contratto tipizzato, disaccoppiato dall’implementazione — non l’interfaccia stessa.
È lo stesso principio, per una ragione non ovvia, che rende un sistema pronto per essere operato in sicurezza da agenti AI: un agente ragiona bene solo su contratti stabili, tipizzati e disaccoppiati dai dettagli implementativi — esattamente ciò che uno spec-driven approach garantisce, e che un catalogo di template non offre.
Il talk chiude con un parallelo diretto tra i pattern di Kubernetes (desired state, controller, reconcile loop) e l’architettura di un agente AI affidabile, mostrando perché lo spec-driven infrastructure non è solo la prossima evoluzione dell’IaC, ma un prerequisito architetturale per l’automazione agentica.
IaC non è più l’interfaccia. È il motore dietro la spec.